Fermiamo la persecuzione anticomunista in Ucraina
09 Marzo 2015 16:58 Comunisti oggi - In Europa

di Flavio Pettinari | fonte www.kpu.ua
Il procuratore Generale d’Ucraina ha arbitrariamente accusato il dirigente
comunista Sergej Gordienko e ne chiede l’arresto.
Martedì 10 marzo alle 14 presso la Corte del Distretto Pecherskij a Kiev verrà
discusso il fermo del deputato della VI e VII legislatura Sergej Gordienko,
dirigente nazionale del Partito Comunista d’Ucraina.
L’accusa è quella di aver votato il pacchetto di leggi del 16 gennaio 2014,
attraverso il quale si tentò di bloccare le violenze del maidan, che un mese
dopo avrebbero portato al golpe, e individuare i flussi di denaro occidentali
che attraverso le ONG arrivavano ai gruppi estremisti.
Petro Simonenko, leader del Partito Comunista d’Ucraina, ha dichiarato che
questa accusa proveniente dall’ufficio del Procuratore Generale altro non è che
un mandato d’arresto voluto da Poroshenko, per colpire un esponente nazionale
del partito, dopo gli arresti e le torture ai danni di decine e decine di
militanti comunisti e oppositori di altro orientamento politico.
Simonenko ha riferito che durante l’interrogatorio del 6 marzo, durato piu’ di
5 ore, Gordienko è stato minacciato più volte di arresto in caso di rifiuto di
sottoscrivere le accuse.
Sergej Gordienko è conosciuto ai comunisti e agli antifascisti italiani per
alcuni interventi riportati dal sito Marx21.it e per aver partecipato via skype
ad una affollata iniziativa milanese lo scorso anno, organizzata dal PdCI (http://www.marx21.it/internazionale/area-ex-urss/24095-ucraina-dal-golpe-di-euromajdan-ai-pericoli-di-guerra-milano-16-maggio-2014.html)
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